Adriano Barone ambienta il suo romanzo “Zentropia” in un futuro non troppo lontano, anzi così vicino che non si fatica affatto a immaginarlo come possibile e reale. Non parliamo quindi di un libro di fantascienza, di qualcosa di astratto e intangibile, ma di qualcosa che pur nella sua indubbia esagerazione rimane comunque ancorato a un mondo nuovo che ha nel grottesco, nell’eccesso, il suo punto di forza. Un romanzo che strizza l’occhio a una certa cultura avant-pop americana e, per il quale, non sembra una forzatura parlare di una sorta di realismo magico. Realismo contaminato da realtà virtuali, violenza e geniali intuizioni. Una lettura diversa e interessante, nel segno della sperimentazione e dell’innovazione.
Commento di Brontolo
Libro perfetto per i miei gusti, surreale, allucinato, acido e violento.
Dico la verità, l’ho comprato per la copertina rossa che risaltava davvero in mezzo a tutti gli altri. Poi ho letto la quarta di copertina e mi sono definitivamente convinto.
L’ho letto e ne sono rimasto folgorato e affascinato.
Le situazioni assurde rese credibili, personaggi impossibili che apparivano gente normale. Incredibile. Sono rimasto coinvolto nella inutile e retorica rivoluzione intrapresa dai protagonisti, mi sono fatto coinvolgere nelle situazioni assurde dei nazichic e delle loro gerarchie. ho pellegrinato coi retroambulanti, mi sono fatto un viaggio zen con gli amputati… Leggi il seguito di questo post »